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    November 28

    Due amici...

     

     

    DUE AMICI…

    (così dicono)

     

    Cos'è? Un gioco? E come si gioca? Chi vince?

     

    Vince chi è più stupido.

                                                           

    Perché giochi anche tu che sei intelligente?

     

    Perché ci giocano tutti.

     

    Ma così lasci solo chi, per sua sfortuna, stupido non lo è e nemmeno vuole provare ad esserlo…

     

    Lo so, è per questo che ci gioco, per non rimanere solo.

     

    Sinceramente non ti capisco. Io non vorrei mai neanche provare a fare il gioco dello stupido…forse perché non lo sono. Giuro, non riuscirei mai ad essere come non sono, a comportarmi come devo, come mi conviene e non come voglio. Sarei sfacciatamente ipocrita. Non sarei io.

     

    E questo che pensi di me?

     

    Sì e non solo. Penso anche che tu sia più stupido degli stupidi. Perché loro non hanno avuto la possibilità di scegliere, e non ce l’avranno mai. Tu invece si…

     

    Sei cattiva.

     

    Sono cattiva perché ti voglio bene…io.

     

    Pensi che io non te ne voglia?

     

    Penso che siano gli altri per primi a non volertene. D’altronde se la vostra vita è come un gioco…beh, riesce facile pensare al bene dei giocatori come al mezzo più efficace per raggiungere il traguardo prima degli altri.

    E' solamente un misero frutto della tua immaginazione. Un piacere vano dell’illusione, da cui hai voluto essere circondato.

     

    Hai ragione.

     

    Lo so, e non è finita qui…perché anche tu stai giocando e come ti illudi del bene degli altri, così è facile che gli altri si illudano del tuo. Pensano di essere tuoi amici, di essere importanti.

    Mentre qui,in realtà, di importante c’è solo la tua vittoria personale.

     

    ...

     

    Ed è questo che sta succedendo a me. Ma io non c’entro niente, io non sto giocando…

    Ora capisci cosa c’è che non va?

     

     

    November 11

    Non si può.

     
    ...Ti vorrei...
    Ma lo so, tra di noi non si può.
     
    Però...Se io fossi in me...
    ti trascinerei qui su questo letto.
    Non ci penserei, neanche un po'. Ti farei di tutto.
    M'innamorerei, come forse non ho fatto ancora.
    Ma...
    Non è così, noi saremmo noi. Solo per un'ora.
     
    Però...Se io fossi in me...
    non ti chiederei di lasciarmi stare.
    Non ti perderò, se ti incontrerò in un'altra vita.
    Ma...
    Stavolta no. Anche se lo so, non è finita.
     
    Scappa via.
    Scappa via.
    Scappa via.
     
    ...Non si può...
     
    (Liberamente tratto da "la donna del mio amico" Pooh)
     
    November 05

    Un posto nel mondo 3

     

    Sono contento di aver imparato a non appoggiare lo sguardo sempre nello stesso modo e con gli stessi occhi.

    Mi è venuta in mente la sensazione che ho provato la sera che sono tornato in piazza dopo tanto tempo:

    C’erano un sacco di belle ragazze, vestite benissimo. Erano di una bellezza ordinaria, senza alcuna spezia o sapore originale. Erano diverse, ma si assomigliavano un po’ tutte. Anche i ragazzi, tutti avevano il bicchiere in mano, come quando li avevo lasciati. I miei amici di sempre.

    Quella sera li osservavo senza dire niente, ma non ero così umile e delicato come volevo far credere; anzi, dentro di me sentivo una voce che giudicava.

    Dio non ha mai fatto due persone uguali. Ma balzava all’occhio quanto impegno alcuni ci mettessero nel voler essere uguali. Non erano quadri, ma stampe, poster. Quanta disperazione dietro quei gesti, quanta solitudine nascosta fra quelle risate.

    Non era del tutto sbagliato quel mio pensiero che mi faceva vedere dei miei amici come persone senza consistenza. A molti di loro voglio veramente bene. Ma non riuscivo più a considerarli come prima. Tutto mi sembrava più chiaro, vedevo i meccanismi, riconoscevo le equazioni e i codici d’accesso. E se la verità era quella che io percepivo?

    Tutto mi sembrava fermo, immobile, anche se in apparenza era in movimento. Come quando in stazione sei seduto su un treno fermo e a un certo punto il treno si muove. E dopo qualche secondo scopri che era il treno di fronte a te che stava partendo. E ti accorgi di essere sempre stato immobile, inchiodato alla stazione.

    Capitava ,però, che quando parlavamo da soli fossero diversi. Iniziavano a confidarti di essere annoiati da quella vita sempre uguale, ma che non sapevano trovare un’alternativa valida. Non sapevano che cosa fare.

    Insomma, non sembrava fossi stato via così tanto tempo da quella piazza. Non mi ero perso niente.

    (Fabio Volo)

    November 04

    Un posto nel mondo 2

     
    "Sto già vivendo l'illusione dell'autista del tram... vaffanculo! Io non mollo così presto."
     
    "L'autista del tram? Guarda che non stai bene... passami la birra."
     
    "No, tu non stai bene se non capisci! Lo sai Michele cosa fa l'autista del tram?"
     
    "Cosa vuoi che faccia... guida il tram."
     
    "No, sbagliato! Sembra che guidi il tram, che sia padrone del mezzo, in realtà è uno che semplicemente frena e accelera. C'è il binario. Lui al massimo decide la velocità, ma neanche tanto, perchè persino le fermate sono prestabilite e devono rispettare un orario. E così capita anche a noi: liceo, università, lavoro, matrimonio, figli, capolinea! Finisce che decidiamo solo quanto tempo metterci. Tutta la straordinarietà della vita ridotta a due funzioni: accelerare e frenare. Punto. Abbiamo l'illusione di guidare la nostra vita. [...]
    "E' da tempo che io ho un fortissimo desiderio: voglio lasciarmi andare, voglio di più da me, voglio buttarmi per cadere verso l'alto [...] Perchè non giochiamo un po' con la vita? [...]
    "Voglio prendere in mano i fili della mia vita. Non voglio più essere l'autista del tram. Voglio scendere, capire che cosa voglio realmente, il senso della mia vita [...] Questo dev'essere il mio gioco di società. Altro che PlayStation. Non voglio diventare uno di quei rincoglioniti che sparano in un televisore e si sentono eroi".
     
    (Fabio Volo)
    November 02

    Un posto nel mondo

     

    […] “Comunque la felicità non è che sia fare sempre quello che si vuole, semmai è volere quello che si fa… Sinceramente non so se sono felice o no, sicuramente mi sono liberato di un sacco di stronzate che un tempo inseguivo e che pensavo fossero importanti. Per questo desidero stare con Sophie, per condividere questo mio nuovo sentimento con lei. Dividere la mia felicità con la donna che amo.” […]

     

    “Cos’ha Sophie  che un’altra donna non ha?”

     

    “Innanzitutto è una donna, e io non lo darei così per scontato. Poi su tante cose la pensiamo in maniera simile, pur essendo totalmente diversi. Ma soprattutto è una donna che ha avuto il coraggio di vivere le proprie idee. Il coraggio di non piacere, il coraggio di non fare scelte per accontentare gli altri. Quando l’ho incontrata era una persona felice. Sophie non è felice perché sta con me. E’ felice a prescindere da me. Sophie ama la vita. Non ci si può fare niente, le persone che amano si finisce sempre per amarle. E’ una legge della natura.” […]

     

    ("Un posto nel mondo" Fabio Volo)