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    September 22

    LA STORIA DELLE ALBICOCCHE

     

     

    Erano gli ultimi giorni di giugno. Una mattina di fine mese. Qualche maturando e neo maturato qua e là. La “storia delle albicocche” nacque così, un po’ per gioco, un po’ per scherzo. Poi tra i vari impegni estivi questo racconto venne dimenticato. O forse è meglio dire tralasciato.

    Ma avevo promesso di finirlo e metterlo per iscritto. E io non posso venire meno alle mie promesse.

    Così eccomi qui a scrivere.

     

     

    LA STORIA DELLE ALBICOCCHE

     

    C’era una volta un bellissimo alberello di albicocche.

    Quando arrivò maggio, le albicocche maturarono: si fecero arancioni, belle grandi e soprattutto molto gustose.

    I bambini che passavano sotto quella pianta non si allontanavano senza aver prima assaggiato la bontà di quelle saporite albicocche.

     

    untitled

     

    Ed è qui che nasce il problema:

    Infatti la maggior parte della gente, se dovesse identificarsi con un’albicocca, sceglierebbe sicuramente quella più arancione, matura e saporita. Ma soprattutto sceglierebbe quella che sta più in alto di tutti in modo da resistere più a lungo delle altre sull’albero.

    Vi starete già chiedendo dove sia il problema. Cosa ci sia di male in tutto ciò.

    Forse, però, non avete tenuto in considerazione un aspetto alquanto fondamentale: chi raccoglierà quell’albicocca che sta in cima all’albero?

    Continuiamo il nostro racconto…

     

    Così col trascorrere del tempo quell’albero continuava a svuotarsi dei suoi frutti. La sua unica ricchezza.

    Passarono le ore, i giorni, le settimane e le sue albicocche pian piano finirono. O quasi.

    Sui rami ne era rimasta solo più una, ed era proprio quella che sta più in alto di tutte.

    Quella che nessuno è riuscito a raccogliere.

    Quell’albicocca rimase lì da sola per giorni e giorni, senza che nessuno potesse godere della sua squisitezza.

     

    La sorte è proprio beffarda! Leggete un po’ cos’è successo a quella povera albicocca…

     

    Ormai la sua buccia era  rugosa e molle. L'albicocca, infatti, era diventata debole e non aveva nemmeno più la forza di restare appesa al suo albero.

    Sotto quell’albero, per sua sfortuna, c’erano le rotaie del tram che proprio in quel momento stava passando di lì.

    L’albicocca, stremata dal dolore, cadde e venne investita dalle ruote del tram.

    Finì spiaccicata sulla strada e divenne  parte integrale dell'asfalto.

    Aveva così perso in un secondo tutto il suo sapore. 

     

    THE END

     

     

    Questa è la storia della povera albicocca.

    Dedicata alle mie due albicocche preferite, Sonia e Sarah, che stanno imparando a credere meno nelle favole e molto di più in questa storiella (loro sanno)... 

    E anche e tutti quelli che questo racconto non lo conoscevano, ma che l’hanno saputo apprezzare, sebbene ignari del contesto in cui è nato.

     

    (Scusa Sonia per non averti riservato l'anteprima)

     

     

    September 16

    ...grrrr!

     
     
    MA PORCA PUTTANA EVA DI UNA TROIA BAGASCIA BATTONA DI MERDA DI STO CAZZO DI BUCO DEL CULO DEL CAZZO PORCO CAZZO MA PORCO DINCI E VAFFANCULO!
     
    libri 003
     
    SI RICOMINCIA...E PURE IN 5^!!!!!!!!!!!!!!arghhhhhhhhhhhhh......................
    (scusate la poca finezza...)
     
    September 11

    La leva calcistica della classe '68

     

    La Leva Calcistica Della Classe ‘68

    Sole sul tetto dei palazzi in costruzione,
    sole che batte sul campo di pallone e terra
    e polvere che tira vento e poi magari piove.
    Nino cammina che sembra un uomo,
    con le scarpette di gomma dura,
    dodici anni e il cuore pieno di paura.
    Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore,
    non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
    un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia.
    E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai
    di giocatori tristi che non hanno vinto mai
    ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro
    e adesso ridono dentro al bar,
    e sono innamorati da dieci anni
    con una donna che non hanno amato mai.
    Chissà quanti ne hai veduti, chissà quanti ne vedrai.
    Nino capì fin dal primo momento,
    l’allenatore sembrava contento
    e allora mise il cuore dentro alle scarpe
    e corse più veloce del vento.
    Prese un pallone che sembrava stregato,
    accanto al piede rimaneva incollato,
    entrò nell’area, tirò senza guardare
    ed il portiere lo fece passare.
    Ma Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore,
    non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
    un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia.
    Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette,
    questo altr'anno giocherà con la maglia numero sette.

    (Francesco De gregori)

    September 01

    Estate 2008...

    Certo, le foto dicono molto….ma non è mai abbastanza!

    Non basterebbe tutta la mia vita per descrivere come sono stati fantastici, anzi stratosferici, questi 2 mesi appena passati e per ringraziare tutte le persone che ho incontrato, conosciuto e con cui mi sono divertita davvero troppo.

    Mi sembra alquanto banale e scontato dirvi che siete persone stupende e che, se solo potessi, farei di tutto per tornare indietro col tempo…ma è proprio questa la verità! Mi mancate tutti un macello…

     

    Tutto è cominciato il 10 luglio; qualche ascensore rotto, un aereo che si impenna...ed ecco l’Irlanda!!! Che due settimane da urloooooooooooo………………

    Tra gli “eeeee” di Eugenio e l’n’duja di Francesco.

    Tra gli auguri fatti a Jack e i “socciami le palle” dei bolognesi.

    Tra i supper serali e qualche svenimento improvviso.

    Tra le ronde di Alfredo e i ritardi di Lorenza.

    Tra pullman rotti e fish&chips.

    Tra culi spanati e spaghettate notturne.

    Tra qualche mutandina bagnata e qualche caziatone di Barbara.

    E ancora: Des e Sarah, i Red Hoh Chili Peppers e i Modena City Ramblers, la guinness, i folletti, le pecore, qualche tostapane rubato e qualche caldaia usata come nascondiglio…

    Con un bicchiere d’acqua salata in mano girerò per le vie del centro in cerca di un negozio bello come Pennys e magari avrò anche gli auricolari alle orecchie con Fiorella Mannoia che canta: “Ovunque tu stia viaggiando con zingari o re, il cielo d’Irlanda si muove con te, il cielo d’Irlanda è dentro di te…”

     

      

     

    E poi Gallipoli: il mare, il sole, gli amici, i soliti…e non solo.

    “Stessa storia, stesso posto, stesso hotel. Stessa gente che vien dentro, alloggia e poi va….”

    Ma quante ne abbiamo passate anche quest’anno!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Un inizio migliore di Paolo da “torino fino al mattino” che, sognando di andare di cunda, ci balla 3 minuti di tecktonik in cambio di 2 note non ce lo potevamo aspettare!!!

    Chi è più schizzato? Lui o giuliano????

    Dopo sono arrivati i fratelli…Milanesi Vs Torinesi VS Romani…che, tra qualche puttana qua e là (ogni riferimento è puramente casuale) e qualche partita a beach volley, hanno potuto vedere l’arianna e la Maria teresa ubriache dopo 4 bicchierini di prosecco…con la carola che stava perdendo la pazienza! (Per Davide: Figaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)

    E con qualche “eeeee” un po’ dappertutto…

    Tra storie, storielle e storielline varie,

    fidanzati, fidanzate e coppiettine varie,

    Tra burrachi, scoponi e scale varie,

    tornei di ping pong e partite di beach volley…

    C’era il mio Davide “gallo” che mi raccontava barzellette alquanto più scandalose delle mie (vedi lo scheletro con il cazzo in bocca che fa le pompe funebri) e il mio bagnino che dava manifestazione della sua furbizia andando in giro di notte con il fanalino dello scooter spento…

    Non si può certo dimenticare Josè e la sua fontanella! E nemmeno i vari palloni da beach: o scoppiati perché gonfiati troppo, o bucati o troppo leggeri…con tanto di compagni di squadra, tipo Lorenzo e Matteo! Ma io rimango sempre quella che “batte” meglio…eh eh eh!!!

    Ed è proprio con Alì nel cuore che ringrazio in modo particolare tutti voi, i miei amici del mare, i soliti…voi che nel mio cuore ci siete sempre stati e ci rimarrete per sempre. Clara, Edo, Giulia, i 2 marco, Caro, Ari, Maria Teresa…e anche te Sarettah (che quest’estate ne hai passate!!!)…

     

     

     

    Regà, tutti quanti…VI VOGLIO UN BENE DELL’ANIMA!

     

    E ora? Ora che anche la mia ultima estate da minorenne è praticamente finita?

    Mi aspetta un anno duro, durissimo: trasloco, i miei 18, la matura…e chissà che ne sarà di noi? Cosa faremo dopo? Quante cose dovranno cambiare…!!

     

    …e il tempo scorre inesorabilmente…

     

     

    PS: EEEEEEEEEEEEEEE